mercoledì 12 aprile 2017

Ghost Bath - Starmourner: la felicità è un delirio

(Recensione di Starmourner dei Ghost Bath)


Uno dei trucchi che più sembra funzionare nel mondo della musica è quello delle leggende urbane, di quelle storie messe in giro che non hanno mai avuto una fonte certa. Con l'avvento d'internet era molto difficile creare queste leggende perché, ormai, la conoscenza è a portate di tutti, o così dovrebbe esserlo. Per quello siamo passati da "leggende urbane" a "bufale". Mantenere, dunque, un velo di mistero sulla propria storia è sempre più difficile ma qualcuno lo fa.

La storia dei protagonisti di questa nuova recensione è a metà strada tra la leggenda e la bufala. Piuttosto ci sarebbe da dire che la band è riuscita a giocare con le voci false messe in circolazione e a giustificare il perché non siano state smentite. Oggi vi parlo dei Ghost Bath, band statunitense che pubblicò i suoi primi due lavori attraverso due case discografiche cinesi. Da questo dato obiettivo venne messa in giro la voce che si trattasse di una band cinese, caratteristica molto particolare che aggiungeva esotismo al lavoro svolto. I Ghost Bath non fecero nulla per smentire quest'informazione errata giustificandosi, alla distanza di un po' di tempo, dicendo che volutamente non avevano voluto correggere perché si rifiutavano di mettere delle face alla loro musica, in quanto il loro scopo era quello di riuscir a collegare le persone tra di loro.
Da allora sono successe molte cose che hanno permesso alla band di avere una vita propria e concisa senza necessità di mettere in giro altri miti. Grazie a Moonlover, disco del 2015, la band conquistò un'ampia platea affascinata dall'insieme di elementi messi in gioco. Musica dissacrante, viscerale, emotiva che si aggirava poeticamente in torno ad un immaginario gotico. Un black metal che non disdegnava di ricreare dei paesaggi sonori bui e ricercati.
Moonlover era la prima parte di una trilogia e dopo due anni ecco che arriva un nuovo capitolo intitolato Starmourner. Se il la prima parte era profondamente oscura, triste e sentita questo secondo disco è un'ingannevole contrapposizione. Ingannevole perché le motivazioni che ci sono dietro a questi brani parlano di gioia, del cosmo, del paradiso e dell'estasi, tutti elementi che porterebbero a pensare ad un disco luminoso, grandiloquente e colorato, ed invece no. Starmourner è malinconico, ancora una volta cupo e molto, molto sentito. Questo perché i Ghost Bath sono i Ghost Bath. Perché hanno un loro sound che ormai è inequivocabile.
Ecco qua la trappola: com'è possibile che un gruppo che per definizione è depressivo ed oscuro, riesca a mettere in piedi un disco monumentale che esalta i momenti migliori della vita? Nelle prossime frasi cercherò di spiegarvelo. 

Starmourner

Forse guardare tutto dal punto di vista musicale può aiutare. Starmourner è un disco che continua con l'idea sonora già nota negli Ghost Bath, vale a dire un black metal fortemente sentito, che da la priorità ad un enfasi drammatico piuttosto che aggressivo. Dunque tutti gli elementi presenti in questi disco sembrano rispondere ad un certo tipo di narrativa, piuttosto che essere musica banale e basta. Grazie a questa prospettiva è facilmente capibile perché molte delle cose suonate dalla band possono perfettamente passare per post metal o blackgaze. C'è, ancora una volta, un lavoro plastico del suono, come se l'insieme strumentale fosse la base per la realizzazione di qualcos'altro. A questo aggiungiamoci un modo di cantare viscerale e dissacrante e il punto della situazione è abbastanza chiaro. Ma, a questo punto, non si capisce come sia possibile che le tematiche di questo nuovo lavoro siano "felici". Qua c'è il tocco geniale. Sempre dal punto di vista strumentale, la ricorrente ricerca di melodie effettive funziona perfetto. Sono quelle che, anche se molto buie, non hanno un risolvo tragico ma, molto spesso, diventano epiche ed importanti come la tematica che c'è di mezzo. In altre parole tutto quest'entusiasmo si traduce in un senso di estasi, un estasi che trasuda da ogni nota di questo disco. Ma come capita spesso l'esaltazione non sempre è positiva. Qualche volta diventa così festosa che eccede, che sembra così importante da essere irragionevole. Ecco l'estasi dei Ghost Bath. Dunque non vi aspettate inni sulla bellezza della vita ma brani di irrazionalità e di stati lontani da quelli "normali".

Anche una persona depressa può essere felice, ma quando lo è, essendo ancora dentro a quel disturbo mentale, vive una felicità artificiale che è un'esaltazione di pochi elementi sui quali non si può veramente costruire una serenità. Starmourner è quello. E' un delirio di felicità di fronte a cose magnificenti, portato avanti da una mente cupa e drammatica chiamata Ghost Bath. Ed è quel contrasto a rendere magnifico quest'album. Dove tutto viene amplificato, come passassi da un filtro che ingrandisce e distorce le cose.

Ghost Bath

Questo è un disco monumentale anche nella sua durata. Ben 71 minuti di musica per 12 tracce che sembrano disegnare delle idee. C'è da dire che di queste canzoni qualcuna diventa quasi un'introduzione mirata, come il caso della prima traccia, Astral, che con una malinconica linea di tastiera fa capire che cosa ci sarà dopo. C'è spazio anche ad altre canzoni che non appartengono proprio all'immaginario black metal, come la strumentale e semi acustica Angelic. Io, però, pesco due idee da guardare più da vicino.
La prima si chiama Celestial ed è molto interessante per le aperture sonore. Inizia come un brano di black metal per poi passare a qualcosa d'elettronico, dove una tastiera molto bella vede sovrapporsi una batteria elettronica. La particolarità è che la linea di tastiera subisce diverse modifiche del pitch sembrando quindi stonata. Suggerisce gli angoli dell'universo dove tutto cambia.
La seconda si chiama Cherubim e come potete ben capire tutto l'immaginario religioso è abbastanza presente, ma con uno sguardo particolare, dissacrante. Infatti questo cherubino non sembra innocente ed infantile ma sembra quasi artificiale nel suo sorriso immutabile e nelle sue forme troppo tonde. Si apprezza facilmente quest'esaltazione irreale. 


Cos'è la felicità? Una domanda troppo grande e personale da ritrovare un'unica risposta. Quando siamo felici è vera la nostra felicità? Tutto questo viene fuori ascoltando questo disco dei Ghost Bath. La positività di Starmourner è inquietante e porta a dire basta. Perché tra le sue crepe si vede che, in fondo, è solo una maschera, e quello che c'è sotto è ancora tanto triste e desolato come prima. Viene da dire che per fortuna i Ghost Bath sono tristi, perché grazie a quello questo disco diventa un gioiello. 

Voto 9/10
Ghost Bath - Starmourner
Northern Silence Productions/Nuclear Blast
Uscita 21.04.2017

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