giovedì 3 agosto 2017

Decrepit Birth - Axis Mundi: i mostri che creiamo

(Recensione di Axis Mundi dei Decrepit Birth)


Le direzioni che sta prendendo la musica sembrano tirate fuori da qualche libro di fantascienza. La notizia di questi giorni, che ci presenta un tour di Dio che sarà presente come un ologramma, è una roba allucinante che ha spaccato i pareri del pubblico. Perché già l'idea che possano esistere tribute band, che scimmiottano ogni singolo dettaglio di qualche band famosa che ha un artista scomparso, è una semi aberrazione. Pensare, dunque, a questo utilizzo delle immagini di un artista che non può assolutamente esprimere la sua volontà è qualcosa, nella mia opinione, di orribile e che ci porta ad un altro livello di quello che veramente è la musica live. Soprattutto viene da chiedersi quante altre sorprese ci ritroveremmo nel futuro immediato.

Faccio questa riflessione perché Axis Mundi, quarto disco degli statunitensi Decrepit Birth, ci regala, oltre a nove brani inediti, tre cover molto significative. Una di queste è Orion, dei grandissimi Metallica che furono, quelli quando ancora era in vita quel bassista che è diventato un icona. Naturalmente mi riferisco a Cliff Burton, e l'idea di "farlo rivivere" nello stesso modo di Dio sarebbe un'oscenità, invece cover come questa fanno capire molto meglio la sua importanza e vera dimensione.
Ma addentriamoci in questo Axis Mundi nel modo migliore, cioè descrivendo cosa c'è nel ritorno dei Decrepit Birth che da ben sette anni non pubblicavano materiale nuovo. Subito dico che questo lavoro ha un peso consistente e che questo ritorno è tutto tranne che scontato. Axis Mundi è un disco intenso, consistente, tecnicamente pregevolissimo, che ci riporta indietro nel tempo agli anni dove il tech death metal sorprendeva per la nuova vita che stava regalando al mondo del metal. E la cosa curiosa con questo genere è che non suona per niente superato, cosa che invece affonda tanti altri lavori "nostalgici". Mi sbilancio di più affermando che un disco di questo tipo funge perfettamente da colonna sonora odierna, di questo bombardamento tecnologico in costante evoluzione che sembra lobotomizzare la maggioranza della popolazione.

Axis Mundi

Affermavo prima che è abbastanza chiara un'impronta nostalgica in questo lavoro, aiutata anche dalle tre cover, che oltre ad Orion ci regalano nuove interpretazioni di brani dei Sepultura e dei Suffocation. Ma quest'impronta non è forzata in quanto i componenti dei Decrepit Birth provengono proprio da quel mondo e non stanno facendo altro che mettere in gioco le proprie capacità. Qua potrebbe sorgere un quesito che spaccherebbe i giudizi popolari. E cioè: questo è un disco che suona vecchio o questa caratteristica non distoglie assolutamente la forza del messaggio ricercato? Io, che generalmente sono molto critico verso certi esercizi "malinconici" che evocano tempi distanti, tendo per la seconda alternativa. Axis Mundi è un disco del 2017, e anche se ha certe caratteristiche che lo portano indietro nel tempo sarebbe molto difficile immaginare una sua concezione nel passato. Tutto ciò non è dovuto al suono, neanche al genere suonato, ma a quello che arriva, alla sensazione che galleggia nell'aria dopo che le dodici tracce del disco si spengono, infiammando il silenzio. C'è ben poco spazio per esercizi nostalgici, il modo nel quale le canzoni di questo disco impattano l'ascoltatore è qualcosa di nostri giorni. C'è una concretezza molto maggiore da quella del passato, c'è un'urgenza di gridare "presente!". 

Axis Mundi

Come capita molto spesso la società è un fiume in piena che ti travolge così velocemente da non renderti veramente conto dove sei capitato e come mai ti trovi proprio lì. Axis Mundi in un certo modo riesce ad individuare il nemico facendoci capire che è proprio dentro, che è una nostra creatura, che ci illude di renderci più liberi quando in realtà siamo tutti schiavi. Perché i mostri non sono più esseri orripilanti che provengono dall'immaginazione luminosa di qualche mente brillante. I mostri odierni sono quasi invisibili, sono silenziosi e sono così attrattivi che si fanno desiderare. Ebbene, la sensazione che io avuto ascoltando questo disco e che i Decrepit Birth ci aprono gli occhi a tutto quanto.

Decrepit Birth

Pesco due brani inediti ed una cover per darvi l'idea di quello che c'è in questo lavoro.
Per l'inediti il primo è Spirit Guide. Credo che si capisce perfettamente con questo brano qual è l'equilibrio tra "passato" e "presente". In un certo modo tutto quello che abbiamo in questa canzone sembra pescato dalla fine degli anni 90 ma è il modo di metterlo insieme che stupisce e sorprende dando la dimensione odierna di tutto questo disco. Bisogna soffermarsi sulla splendida intro di questo brano, un vero gioiello. 
Il secondo inedito va un po' fuori dalla linea di tutti gli altri. Mi riferisco a Embryogenesis. Sorprende già per la sua introduzione di tastiera, che regala una dimensione sinfonica a tutta la canzone, senza essere mai fuori dalle righe dettate da tutto il restante disco. L'altra particolarità è che si tratta dell'unica traccia strumentale, e per quello c'è una compattezza molto bella tra tutti gli strumenti.
Per la cover sarebbe semplice parlare di Orion, ma come non voglio essere così scontato pesco Desperate Cry, brano iconico dei brasiliani Sepultura, originalmente incluso nel celebrato disco Arise. Se c'è qualcosa che ha contraddistinto la band sudamericana è il loro percorso che partiva da suoni veramente grezzi per, piano piano, affinare tutto quanto. Per quello è una sfida interessantissima capire come una band così tecnica come i Decrepit Birth affronti un brano del genere. E la cosa interessante è che c'è un'equidistanza tra quello che è il brano originale e quello che è l'impronta del gruppo. Questa è una cover che si rifà tantissimo alla canzone originale ma che non disdegna di essere una nuova interpretazione, quasi come se andasse a migliorarla.


20 anni sono scivolati in modo quasi impercettibile. Ormai apparteniamo ad un'epoca di costanti evoluzioni dove tutto quello che esce diventa subito dopo vecchio. In questa incessante successione di novità non c'è spazio a chiedersi il perché e il dove si vuole arrivare. Sembra che lo sviluppo e le leggi di mercato avanzino con due ritmi diversi, e che sia la seconda a consentirci o meno accesso a nuovi mondi. Il mostro l'abbiamo creato noi e l'abbiamo cresciuto. Per me Axis Mundi mi è servito come uno schiaffo che fa riflettere. E già solo per quello questo ritorno dei Decrepit Birth è da ringraziare.

Voto 8/10
Decrepit Birth - Axis Mundi
Agonia Records
Uscita 21.07.2017

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